La turba inpia
Artigiani e commercianti del Foro Romano e dintorni (I sec. a.C. – 64 d.C.)
Dados Bibliográficos
| ID | 12373791 |
|---|---|
| Autores | Emanuele Papi (University of Siena, autor correspondente) |
| Ano | 2002 |
| Volume | 15 |
| Páginas | 45-62 |
| Data de publicação | 2002-01-01 |
| Peer Reviewed | Sim |
| Open Access | Sim |
| Tipo | ARTICLE |
| Periódico | Journal of Roman Archaeology (JOURNAL) |
| Identificadores do periódico | ISSN: 1047-7594 • E-ISSN: 2331-5709 |
| Editora | Cambridge University Press (CUP) (PUBLISHER) |
| DOI | 10.1017/s1047759400013830 |
| OpenAlex | W196295673 |
| Idioma | EN |
| Citações recebidas | 9 |
| Referências citadas | 14 |
Chi avesse percorso la Sacra via tra gli ultimi decenni del I sec. a.C. e l'estate del 64 d.C. si sarebbe trovato in un profano e lussuoso quartiere commerciale: ori, argenti, perle e pietre preziose, aromi e spezie, primizie e cibi ricercati, strumenti musicali, libri, corone di fiori, cortigiane e prostitute — tutte le delizie della vita (come già ai Greci era piaciuto immaginarle) fornite dalla plebe urbana che qui gestiva il sistema di vendite al minuto più famoso e organizzato della città. Anche nelle altre zone intorno al Foro lo scenario non sarebbe stato diverso; nelle botteghe della piazza, lungo le strade circostanti e nei vicini edifici continuava il commercio di dispendiose mercanzie per una clientela di gusti ambiziosi e grandi disponibilità. La tradizione commerciale del luogo era molto antica e risaliva all'età dei re; stando alla tradizione, Tarquinio Prisco aveva per primo utilizzato la valle per attività pubbliche, facendo costruire appositi vani per artigianato e commercio ( tabernae circa forum ). Quando alla fine del VI sec. a.C. si impiantarono i quartieri della Sacra via , sul fronte degli isolati furono costruite una serie di botteghe tra le quali si aprivano gli ingressi alle domus . Nel periodo più remoto era lo smercio di prodotti alimentari, soprattutto le carni, l'attività primaria forse anche per la presenza di un mercato del bestiame collegato al Foro Boario (beccherie e beccai sono ricordati dal V sec. a.C). Fu negli ultimi decenni del IV sec. a.C. che un aspetto più conveniente ( forensis dignitas ) si sarebbe affermato per gli interventi di C. Maenius e per la trasformazione delle botteghe da lanienae in argentariae , da macellerie cioè in banchi di cambiavalute, usurai e banchieri, destinati a dominare la piazza fin agli inizi dell'Impero. I commerci più ordinari o le rivendite specializzate non dovettero scomparire del tutto almeno fino alla metà del II sec. a.C: alle tabernae argentariae si mescolavano i negozi di beccai e speziali, chiamati alla greca myropolae , i primi ricordati da Plauto e da Livio nel luogo della basilica Sempronia , i secondi soltanto da Plauto
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| Obras citantes distintas | 9 |
|---|---|
| Citações por ano | 0,45 |
| Intervalo de citações | 2006 - 2021 (16) |
| Velocidade de citação | historical |
| Altamente citado | Não |
| Tipos de citação | Neutras: 8 |