Suzanne Branciforte
Un talento poliedrico al servizio della lingua e della cultura italiana
Bibliographic Data
| ID | 10718907 |
|---|---|
| Authors | Sara Galli (0000-0002-5273-0617, Dickinson College, corresponding author) |
| Year | 2024 |
| Volume | 101 |
| Issue | 2 |
| Pages | 335-338 |
| Publication date | 2024-06-01 |
| Peer Reviewed | Yes |
| Open Access | No |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Italica (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 0021-3020 • E-ISSN: 2325-6672 |
| Publisher | University of Illinois Press (PUBLISHER • US) |
| DOI | 10.5406/23256672.101.2.11 |
| OpenAlex | W4408187956 |
| Language | EN |
La notizia della scomparsa prematura di Suzanne Branciforte, lo scorso 13 gennaio, ha lasciato nella comunità dei docenti di italiano per stranieri in Italia, un vuoto incolmabile; non solo perché è stata mentore di molti, ma anche per il suo costante impegno nella promozione della lingua e della cultura italica. Suzanne era nata a New York in una famiglia emigrata dall'Italia ed era fiera delle sue radici e del suo cognome, a tal proposito, era solita raccontare quando fosse importante per lei far pronunciare il suo nome correttamente, affinché non venisse storpiato. L'ambiente in cui era cresciuta Suzanne era forse paragonabile a quello di tante famiglie italoamericane; la sua era una famiglia che amava coltivare le verdure nel proprio orto, caratteristica questa che spesso veniva percepita come distintiva—non sempre in maniera positiva—del retaggio italiano. Ma Suzanne crescendo aveva capito la ricchezza di quelle tradizioni e le aveva poste alla base della sua carriera diventando con il suo lavoro ambasciatrice di quei valori. Suzanne aveva conseguito il suo B.A., cum laude, presso la Harvard University (1982), ottenendo in seguito il suo M.A. (1986) e il suo Ph.D. alla UCLA (1990). Autrice, insegnante, traduttrice e mentore, sono solo alcune delle parole con cui possiamo ricordare il suo talento poliedrico, la passione verso il mondo dell'italianistica e del suo instancabile lavoro di divulgatrice culturale.Suzanne aveva iniziato la sua carriera accademica presso il College of the Holy Cross a Worcester (MA) dove coordinava la sezione di italiano. Nel corso degli anni aveva svolto diversi incarichi in istituzioni universitarie americane, tra cui UCLA (1984–1987), Miami Dade Community College (1989), University of Michigan (1989–1990), Florida State University, Stanford University (1990), Johns Hopkins University. Le sue competenze nell'insegnamento dell'italiano come lingua straniera, le avevano permesso di lavorare come docente in prestigiosi atenei italiani come l'università Cattolica di Milano e l'Università per Stranieri di Siena. Conosciuta dalle istituzioni accademiche, Suzanne aveva anche collaborato al rinnovamento delle linee pedagogiche dell'Université de Lausanne (Svizzera) e come docente presso il Master di insegnamento dell'italiano a stranieri presso l'università di Genova. In Liguria era diventata non solo docente di italiano per anglofoni, ma anche punto di riferimento per gli allievi che aiutava in diversi modi, introducendoli persino nel mondo del lavoro. Inoltre, sempre con il successo che la contraddistingueva, insegnava lingua inglese all'interno di diversi corsi universitari di diverse facoltà, raccogliendo numerosi riconoscimenti sia da parte degli allievi che dei colleghi.Avendo deciso di stabilirsi in Italia, e più precisamente in Liguria, sfruttando il suo talento nel mondo del business, fondò prima Consortium Educational Consulting e poi nel 2001 Study in Italy a Genova. Seguendo il suo istinto imprenditoriale, come testimonianza del suo amore verso la tradizione enogastronomica italiana, Suzanne aveva recentemente dato vita alla società Grapevine con corsi incentrati sul “vivere all'italiana”. Mentre l'attività otteneva sempre più successo, la scuola da lei fondata diventava negli anni punto di riferimento e anello di congiunzione tra il mondo statunitense e quello italiano. Grazie alla sua professionalità e alla sua tenacia, Suzanne era riuscita a costruire collaborazioni con università nordamericane e italiane. I suoi corsi erano riconosciuti a livello internazionale sia per chi dall'estero voleva apprendere o approfondire la propria conoscenza della lingua e della cultura italiana, sia per coloro che in Italia desideravano avvicinarsi alla lingua e alla cultura americana. In più di vent'anni di attività, Study in Italy, con la sua mission di far vivere agli studenti un'autentica e coinvolgente esperienza, era stata in grado di offrire una moltitudine di programmi in diverse città italiane da Genova a Siena, da Pavia alla Puglia. Il successo, bisogna ricordarlo, era anche basato su una accurata selezione del personale, Suzanne selezionava personalmente i suoi collaboratori che non solo dovevano essere madrelingua, ma che dovevano avere alla base una passione e una professionalità tale da rendere unico l'insegnamento offerto. Grazie alla sua attenzione per i dettagli e alla sua dedizione, il talento imprenditoriale di Suzanne aveva potuto espandersi oltre al di fuori del mondo dell'educazione. Infatti, numerosi erano i legami professionali che era riuscita a creare sia con le istituzioni italiane e americane, aziende a livello nazionale, che con il mondo degli affari genovese, che rispondeva alle collaborazioni da lei proposte in maniera entusiasta.Instancabile docente e mentore, Suzanne era una persona molto determinata, che nella vita aveva inseguito le sue passioni con una voglia di vivere che contagiava le persone che incontrava. Nonostante i numerosi anni di carriera, affrontava sempre l'insegnamento con lo stesso entusiasmo, ed era sempre pronta ad offrire consigli alle persone che collaboravano con lei. Non vi era evento, occasione sociale o uscita didattica a cui lei non volesse partecipare. Collaborare con Suzanne faceva capire quanto nella didattica fossero importanti le attività culturali corollarie; quanto i momenti in aula fossero solo dedicati ad apprendere la lingua, ma a offrire alle classi un'indimenticabile esperienza di immersione nella cultura italiana. E la sua opera di promozione non si fermava all'interno delle aule; negli anni Suzanne aveva partecipato alla creazione e all'organizzazione di numerosi eventi culturali legati alla poesia, al teatro e alla musica, nessun aspetto culturale era secondario per lei.Nella sua carriera come formatrice, Suzanne era consapevole dell'importanza dell'aggiornamento e dell'innovazione delle metodologie pedagogiche per la sopravvivenza dei corsi di italiano all'estero. Per questo ogni anno organizzava corsi ai quali partecipavano docenti provenienti da diverse istituzioni e nazioni per migliorare le proprie competenze didattiche e innovare i propri materiali didattici. Attiva sostenitrice e promotrice della lingua e della cultura italiana, Suzanne ha sempre contribuito attivamente allo sviluppo della lingua italiana, dando supporto alle maggiori associazioni in Italia e all'estero, Infatti, nel 2006 organizzò una conferenza a Genova che unì sia i membri della AAIS-American Association of Italian Studies- che quelli dell'AATI-American Association of Teachers of Italian.Esperta e amante della lingua e della cultura italiana, Suzanne ha scritto nel 1998 il libro di testo “Parliamo italiano!”, raffigurante la famosissima e riconoscibile immagine della “Casa dell'essere” utilizzata da tanti insegnanti. Il testo, ormai giunto alla sua quinta edizione e basato sull'approccio comunicativo, era diventato presto uno dei manuali più usati sul territorio nordamericano, soprattutto grazie alla cura della sua autrice che si era occupata anche di seguire le edizioni successive, ponendo sempre la massima attenzione nel ricercare materiali didattici al passo con la cultura e la lingua italiana contemporanea. Inoltre, nel 2004 aveva pubblicato insieme ad alcuni colleghi, un nuovo manuale di lingua italiana “Sì lo so” rivolto ad un pubblico più giovane e da utilizzare anche nelle scuole medie italiane. Ma il talento poliedrico di Suzanne come autrice non si esauriva solo nella pubblicazione di testi didattici. Negli anni infatti aveva anche contribuito alla stesura di numerosi articoli e recensioni in riviste accademiche sulle letterature medievale e rinascimentale. Collaborò alla scrittura di alcuni libri, come ad esempio Italy and America, 1943–1944 di John Davis e si era interessata del complesso rapporto con le radici nella comunità italiana, sulla quale aveva presentato un intervento, con una prospettiva femminista, alla conferenza dell'AISNA-Associazione Italiana di Studi Nord-Americani nel 2001. Specialista della traduzione di testi di poesia e prosa, la sua traduzione della collezione di racconti di Renata Viganò Partisan Wedding (1999) testimonia la cura e la professionalità di Suzanne. Chiamata a collaborare come traduttrice dalle più importanti testate giornalistiche italiane, come Il Sole 24 Ore dove era responsabile della traduzione dell'inserto domenicale in inglese, e riviste bilingui, italiano-inglese, di promozione della cultura italiana era instancabile nel suo lavoro di interpretariato, grazie anche alla sua perfetta padronanza sia dell'italiano che dell'inglese e, lavorando in numerosi congressi ed eventi internazionali aveva anche avuto l'onore di conoscere diversi Premi Nobel, oltre ad essere stata interprete nel 2001 dell'allora sindaco di Genova durante gli incontri istituzionali del G8.Il talento di Suzanne non si limitava solo al mondo della formazione accademica e del business, ma si esprimeva anche attraverso le arti musicali. Chi la conosceva, sapeva che una delle sue più grandi passioni era la musica, passione che condivideva con il figlio. Capace pianista, prediligeva la musica jazz, e la si poteva a volte incontrare in alcuni dei più noti locali del genovese anche in veste di cantante. Grazie a questo amore, Suzanne aveva collaborato come docente di dizione inglese con alcuni dei maggiori artisti della scena musicale italiana.Il ricordo di Suzanne e dei suoi numerosi talenti si manterranno nel mondo dell'italianistica per molto tempo. Potremo sempre ritrovarla nei manuali che ci ha lasciato, nelle teorie pedagogiche che promuoveva e insegnava nei suoi corsi accademici e di aggiornamento. Suzanne ci ha insegnato ad amare la lingua e la cultura italiana e come sostenerla e a promuoverla con la nostra attività di docenti. Ci ha insegnato ad essere fieri delle nostre radici. Ci ha insegnato a inseguire i nostri sogni, a vivere con passione e a lottare per le persone che amiamo. E infine, ci ha insegnato che la vita è bella e che va vissuta nonostante non sia sempre come ce la immaginiamo o vorremmo. E ogni qualvolta inseriremo quelli che lei amava definire “cultural bites” all'interno delle nostre lezioni, faremo rivivere in noi la passione per l'insegnamento e l'amore per la cultura e la lingua italiana che ci ha trasmesso, così come la sua dedizione alla filosofia dell’”imparare divertendosi.”
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