Una semantica dei movimenti transfemministi latinoamericani
Bibliographic Data
| ID | 13001465 |
|---|---|
| Authors | M Judith Astelarra Bonomi (0000-0003-2777-7728, University of Milan, corresponding author) |
| Year | 2024 |
| Issue | 31 |
| Pages | 135-146 |
| Publication date | 2024-06-01 |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Altre Modernità (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 2035-7680 • E-ISSN: 2035-7680 |
| Publisher | Milano University Press (PUBLISHER) |
| DOI | 10.54103/2035-7680/23088 |
| OpenAlex | W4399301839 |
| Language | IT |
| References cited | 2 |
Il contributo intende scandagliare a livello discorsivo l’affermarsi di un nuovo immaginario femminista, che ha nel Sud del mondo, e in particolare nei paesi latinoamericani, il suo epicentro di pensiero e di prassi. Si analizzeranno in particolar modo le ragioni che vedono nell’America Latina il punto di partenza per la creazione di una nuova geografia femminista e transfemminista incentrata sulla prospettiva intersezionale, sul ribaltamento dell’ordine coloniale, sui temi del lavoro, del privilegio di genere, razza e classe (Gago et al., 8M). Si farà in particolar modo riferimento a quell’immaginario discorsivo proprio dei femminismi latinoamericani in lingua spagnola che identifica la violenza di genere e la depredazione dei territori come le facce di una stessa medaglia, e che si può riassumere nell’immagine del corpo-territorio da difendere attraverso modelli alternativi di cura delle comunità e dei beni pubblici (Federici, piel). Dal lavoro di pensatrici come Silvia Rivera-Cusicanqui, Rita Segato e altre si esplorerà in che modo il pensiero femminista latinoamericano contemporaneo, facendosi portavoce della necessità emersa a livello globale di ripensare ai corpi e ai territori come luoghi dello sfruttamento produttivo e riproduttivo, stia plasmando pratiche di attivismo e mobilitazione contro la crisi dell’antropocene
| Highly cited | No |
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