Come si costituisce un testimone? Edith Bruck testimone di vita a vita
Bibliographic Data
| ID | 21760824 |
|---|---|
| Authors | Hanna Serkowska (0000-0001-6150-6185, Data Archiving Networked Services (DANS), corresponding author) |
| Year | 2020 |
| Volume | 24 |
| Publication date | 2020-01-01 |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Laboratoire italien (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 1627-9204 • E-ISSN: 2117-4970 |
| Publisher | OpenEdition (PUBLISHER) |
| DOI | 10.4000/laboratoireitalien.4376 |
| OpenAlex | W3033482799 |
| Language | IT |
L’articolo è dedicato all’opera di Edith Bruck, in particolare a La rondine sul termosifone, e si richiama alla riflessione sulla figura del testimone, sul paradigma etico della testimonianza nonché sulle scritture di sé. La tesi di fondo è che le opere esaminate dimostrano che esista una corrispondenza – palese sia sul piano etico che dal punto di vista delle strutture e modalità narrative – tra due tipi di testimonianza: perché chi è «sommerso» (vittima della Shoah e/o incapace di dare conto di sé per via della malattia) ha bisogno di un altro che ne racconti la vita. Ne La rondine sul termosifone, E. Bruck, già autrice di numerose opere in cui si costituisce come portatrice della memoria di milioni di vittime dello Sterminio, diventa testimone per conto del marito Nelo Risi, impedito dalla malattia neurodegenerativa. Nel far sì allarga il concetto della testimonianza e affranca la figura del testimone, come postulato da Michal Givoni
Art · Humanities · Educational and Social Studies · Philosophy
| Highly cited | No |
|---|