L’esperienza bellica e il corpo invaso
I mutilati di guerra italiani fra letteratura medica, narrativa e autobiografia
Bibliographic Data
| ID | 21799124 |
|---|---|
| Authors | Ugo Pavan Dalla Torre (Leonardo Da Vinci University, corresponding author) |
| Year | 2024 |
| Volume | 38 |
| Publication date | 2024-01-01 |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Cahiers d’études italiennes (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 1770-9571 • E-ISSN: 2260-779X |
| Publisher | OpenEdition (PUBLISHER) |
| DOI | 10.4000/cei.14076 |
| OpenAlex | W4392198861 |
| Language | IT |
| References cited | 2 |
Partendo dall’analisi della letteratura scientifica ed assistenziale pubblicata durante la Grande guerra, l’articolo intende indagare in che modo i mutilati percepivano il loro corpo e la loro condizione di ‘minorati’ e come vivevano la convivenza con gli oggetti ortopedici, ormai parte integrante del loro corpo. Sono analizzati gli scritti di alcuni mutilati — Carlo Delcroix e Giovanni Mira — e il periodico dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra (Anmig), inteso come luogo di incontro di memorie collettive. Il filo conduttore della memoria di guerra viene seguito per osservare i decenni successivi, quando le guerre a cui l’Italia partecipò causarono nuovi invalidi, soprattutto per malattia: anche la tubercolosi costituì una ‘invasione’ del corpo dei soldati. Dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, le vicende dei mutilati pertanto proseguirono, sebbene con forme — e narrazioni — diverse. Su questo aspetto, che ha ricevuto meno attenzione dalla storiografia, il presente articolo intende individuare alcune proposte di lavoro
| Highly cited | No |
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