L'Uomo delinquente di Cesare Lombroso
Tra scienza e letteratura
Bibliographic Data
| ID | 21992346 |
|---|---|
| Authors | Lucia Rodler (0000-0002-8772-3003, Cara Therapeutics (United States), corresponding author) |
| Year | 2022 |
| Publication date | 2022-01-01 |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Criminocorpus revue hypermédia (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 2108-6907 • E-ISSN: 2108-6907 |
| Publisher | OpenEdition (PUBLISHER) |
| DOI | 10.4000/criminocorpus.1905 |
| OpenAlex | W1504706611 |
| Language | EN |
| References cited | 1 |
Questo articolo presenta il rapporto tra Cesare Lombroso e la letteratura, con particolare riferimento alla prima edizione dell’Uomo delinquente (1876). Rispetto agli studi precedenti che hanno riguardato soprattutto l’“effetto lombroso“ sui critici e gli scrittori successivi, questo contributo presenta l’“effetto letteratura“ sul pensiero lombrosiano tra gli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento, quando Lombroso apprende dalla linguistica a riflettere sulle origini dell’uomo, dall’antropologia a definire la nozione di atavismo, dalla letteratura a modellare la propria scrittura narrativa. L’articolo cerca di precisare la struttura dell’Uomo delinquente, la retorica della descrizione fisiognomica (fondata sull’ipotiposi e non sull’iperbole) e la biblioteca dei libri consigliati (in primis Dante e Manzoni, riletti con fortuna anche nella critica letteraria del tardo Ottocento italiano) e proibiti (tra cui Ovidio, Petronio, Apuleio, la letteratura picaresca, il romanzo francese dell’Ottocento)
Art · Humanities · Historical and Literary Analyses · Italian Literature and Culture · Linguistic Studies and Language Acquisition · Philosophy
| Highly cited | No |
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