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Un eroismo diverso? La rappresentazione delle guerriere nella Scanderbeide di Margherita Sarrocchi (1623) e ne L’Enrico di Lucrezia Marinella (1635)

Bibliographic Data

ID6127589
AuthorsLaura Benedetti (Georgetown University, corresponding author)
Year2019
Volume39
Issue3
Pages281-296
Publication date2019-09-02
Open AccessNo
TypeARTICLE
VenueThe Italianist (JOURNAL)
Journal identifiersISSN: 1748-619X • E-ISSN: 0261-4340
PublisherInforma UK Limited (PUBLISHER • GB)
DOI10.1080/02614340.2019.1675308
OpenAlexW2998729269
LanguageIT

Muovendosi nel solco dell’epica religiosa di ispirazione tassiana ed agendo sullo sfondo dei rispettivi contesti storico-politici, Margherita Sarrocchi e Lucrezia Marinella, autrici rispettivamente de La Scanderbeide (1623) e de L’Enrico, ovvero Bisanzio acquistato (1635) furono tra le poche donne che nel Seicento osarono cimentarsi con un genere a prima vista lontanissimo dall’esperienza femminile. Pur rispondendo alle sollecitazioni provenienti dai rispettivi contesti storici e culturali, le due scrittrici svilupparono in maniera originale il tema della donna in armi: mentre Sarrocchi sottopone il personaggio ad un significativo sdoppiamento che purifica la sua principale eroina, Rosmonda, dei tratti più trasgressivi delle guerriere della tradizione, Marinella offre una gamma di combattenti, da Claudia alla regina di Argo, che riscatta il personaggio della guerriera dalla sua eccezionalità, accentuandone il valore esemplare

Art · Humanities · Historical and Cultural Studies of Poland · Historical Influence and Diplomacy

Highly citedNo

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