Prendersi ‘gentilmente’ sul serio. Un’intima curvatura riflessiva sull’etnografia nella lotta e la co-costruzione di intenzionalità sul campo
Bibliographic Data
| ID | 6136550 |
|---|---|
| Authors | Sabina Tosi Cambini (University of Parma, corresponding author) |
| Year | 2023 |
| Volume | 25 |
| Issue | 1 |
| Publication date | 2023-01-01 |
| Peer Reviewed | Yes |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Archivio antropologico mediterraneo (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 2038-3215 • E-ISSN: 2038-3215 |
| Publisher | OpenEdition (PUBLISHER) |
| DOI | 10.4000/aam.6674 |
| OpenAlex | W4381684106 |
| Language | IT |
| References cited | 13 |
Questo contributo applica uno sguardo obliquo alla mia diversificata esperienza sul campo nei contesti che le politiche, le scienze sociali e la società civile chiamano – pur mossi da prospettive e intenzionalità assai diverse – ‘marginali’, facendo emergere la richiesta delle persone nei confronti dell’antropologo di essere in grado di sviluppare una relazione ‘gentile’, capace di tener conto ‘culturalmente’ delle loro biografie e della loro ‘posizione’ sociale senza intrappolarle né nell’una né nell’altra; e, dunque, indagando gli aspetti strutturali meso e macro di tale posizionamento così come la loro ricerca di una ‘buona vita’. Questi due versanti sono stati tenuti costantemente connessi anche nella tensione applicativa della disciplina, che per molti aspetti e anni è stata anche inscindibile dalla ricerca etnografica. Lo stare dentro ai contesti di vita delle persone per comprenderle ed ‘agire’ con loro, ha reso ‘carne’ anche i progetti: prendendo ‘sul serio’ le loro quotidianità, le titubanze, i timori, le discontinuità, l’incertezza permanente, l’intenzionalità dell’antropologa e dei soggetti si è modificata nel tempo e vicendevolmente – poiché le persone stesse hanno preso ‘sul serio’ le mie proposte –, co-costruendosi attraverso percorsi tutt’altro che lineari. Muovendo da ‘punti di appoggio’ provenienti dalla discussione intorno alla dark anthropology e all’anthropology of the good (e of resistance), il testo si snoda in rimandi fra tempi e campi differenti facendo risuonare i contesti nella riflessione antropologica e intrecciando biografia ed etnografia. La casa, nel senso più ampio del termine, è il filo che ci conduce fino ai progetti di autorecupero edilizio, in un percorso in cui l’intenzionalità – in questa scrittura come sul campo – si (ri)genera e si riposiziona nella relazione
Art · Ethnography · Humanities · Sociology · Anthropological Studies and Insights · Anthropology · Italian Fascism and Post-war Society · Italian Social Issues and Migration
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| Citation velocity | historical |
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| Highly cited | No |