Eduardo e la politica. Napoli milionaria! da Pirandello a Brecht andata e ritorno
Bibliographic Data
| ID | 9815837 |
|---|---|
| Authors | Toni Iermano (Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, corresponding author) |
| Year | 2015 |
| Volume | 49 |
| Issue | 3 |
| Pages | 749-773 |
| Publication date | 2015-11-01 |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Forum Italicum A Journal of Italian Studies (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 0014-5858 • E-ISSN: 2168-989X |
| Publisher | SAGE Publications (PUBLISHER • US) |
| DOI | 10.1177/0014585815592620 |
| OpenAlex | W2290805594 |
| Language | IT |
A Napoli milionaria!, una delle opere più famose di Eduardo De Filippo, è stato spesso attribuito il carattere di svolta verso canoni neorealistici. Nel saggio si mette a confronto l’opera con la produzione precedente, dove emergono tre fili conduttori: la tradizione della farsa napoletana, l’impatto con il teatro di Pirandello negli anni Trenta e, più in sordina, la lezione cechoviana. La indubbia novità di Napoli milionaria!, rappresentata per la prima volta il 25 marzo 1945 davanti allo stato maggiore del PCI napoletano, è dovuta a nostro avviso a una chiara operazione di politica culturale. I numerosi e significativi elementi in comune con Madre Coraggio e i suoi figli di Brecht, di cui si offre qui riscontro, insieme agli altri elementi politico-didascalici del testo, suffragano la tesi di un contatto e un accordo fra Eduardo e il PCI dell’epoca, da cui è scaturita la prima messa in scena della commedia
Art · Humanities · Historical and Environmental Studies · Italian Fascism and Post-war Society · Italian Literature and Culture
| Highly cited | No |
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