La morte della creatività. Esseri umani e macchine nella fantascienza italiana degli anni Sessanta
Bibliographic Data
| ID | 21799119 |
|---|---|
| Authors | Daniele Comberiati (0009-0006-8537-5881, corresponding author) |
| Year | 2026 |
| Volume | 42 |
| Publication date | 2026-01-01 |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Cahiers d’études italiennes (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 1770-9571 • E-ISSN: 2260-779X |
| Publisher | OpenEdition (PUBLISHER) |
| DOI | 10.4000/15udj |
| OpenAlex | W7134968652 |
| Language | IT |
A partire dalle riflessioni teoriche e narrative degli anni Cinquanta e degli anni Sessanta sul lavoro automatizzato e sul ruolo e sullo statuto dei robot all’interno della società umana, nell’articolo si analizzano delle opere di fantascienza uscite fra il 1960 e il 1965 che mettono in scena la morte della poesia e della creatività. Si tratta di narrazioni letterarie (il racconto Doppio psicosomatico di Lino Aldani), teatrali (la pièce Ai poeti non si spara di Malerba) e cinematografiche (il film per la televisione tratto dal testo di Malerba ad opera di Vittorio Cottafavi). Attraverso l’analisi di queste tre opere, nell’articolo si vedranno non solo i differenti posizionamenti teorici rispetto al ruolo dei robot nella relazione con l’essere umano e alla sua supposta unicità, ma anche l’evoluzione del rapporto con la tecnologia durante gli anni del boom economico
Boom · Narrative · Opera · Bioethics and Human Rights Issues · Italian Fascism and Post-war Society · Italian Literature and Culture
| Highly cited | No |
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