Voci della memoria
Un’ebrea italiana nel Novecento italiano
Bibliographic Data
| ID | 9816501 |
|---|---|
| Authors | Cristina M Bettin (Ben-Gurion University of the Negev, corresponding author), Cristina Bettin (Ben-Gurion University of the Negev) |
| Year | 2019 |
| Volume | 53 |
| Issue | 1 |
| Pages | 112-138 |
| Publication date | 2019-05-01 |
| Peer Reviewed | Yes |
| Open Access | Yes |
| Type | ARTICLE |
| Venue | Forum Italicum A Journal of Italian Studies (JOURNAL) |
| Journal identifiers | ISSN: 0014-5858 • E-ISSN: 2168-989X |
| Publisher | SAGE Publications (PUBLISHER • US) |
| DOI | 10.1177/0014585818813313 |
| OpenAlex | W2900604452 |
| Language | EN |
| References cited | 5 |
La legislazione razziale del 1938 spezzò molte vite, dando inizio a quel processo di discriminazione legalizzata che raggiunse poi il suo culmine nelle deportazioni nazifasciste del 1943. Con l’applicazione delle leggi razziali gli ebrei venivano allontanati da tutti i settori pubblici e privati, cancellando la loro presenza nella vita nazionale italiana. Tra questi emarginati ci furono anche molte donne, scienziate, professoresse, intellettuali, la cui vita e storia rimane ancora poco conosciuta. Un libro pubblicato da Raffaela Simili, Sotto falso nome. Scienziate italiane ebree (1938-1945) nel 2010, è l’unico ad oggi che raccoglie, seppur schematicamente e sinteticamente, le storie di alcune di queste donne ed il contributo che diedero alla scienza, alla medicina e alla cultura italiana. Tra queste donne ancora invisibili figura, come illustrerò in questo scritto, Lucia Bedarida Servadio (1900-2006), prima donna in Italia ad essersi laureata nel 1922 in Medicina a soli 22 anni nonché prima donna ebrea ed italiana a lavorare sin dal 1939 in un Paese musulmano come il Marocco
| Citation velocity | historical |
|---|---|
| Highly cited | No |