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Cinema e televisione, da conflitto a sinergia

La mafia uccide solo d’estate di Pier Francesco Diliberto

Bibliographic Data

ID9817106
AuthorsAnna Paparcone (Bucknell University, corresponding author)
Year2017
Volume51
Issue3
Pages683-702
Publication date2017-11-01
Open AccessYes
TypeARTICLE
VenueForum Italicum A Journal of Italian Studies (JOURNAL)
Journal identifiersISSN: 0014-5858 • E-ISSN: 2168-989X
PublisherSAGE Publications (PUBLISHER • US)
DOI10.1177/0014585817709273
OpenAlexW2625523945
LanguageIT
References cited5

Il rapporto della televisione con il cinema è stato spesso considerato in termini di opposizione. Questo saggio analizza La mafia uccide solo d’estate (2013), opera prima di Pier Francesco Diliberto, con un occhio a entrambi i mezzi e senza gerarchie di valore precostituito, e si prefigge di illustrare come il film punti a un superamento della dicotomia cinema–TV. Esso infatti si presenta come un prodotto artistico originale, creato a partire da una contaminazione di generi e forme che coniuga un formato cinematografico più convenzionale impiegato in film sulla mafia con delle tecniche di ripresa e montaggio televisivo tipiche de Il Testimone, il celebre programma di Diliberto su MTV. Il film è un pastiche di modi e forme ma non nel senso postmoderno del termine poiché La mafia uccide solo d’estate, attraverso referenti specifici (targhe sui muri, fotografie, immagini di repertorio, spazio urbano) trascende il gioco postmoderno e non si limita a una circolazione arbitraria dei segni (in particolare il segno “mafia”). È chiaro che se da un lato il film mette in discussione la scarsa referenzialità della TV, dall’altro utilizza in maniera cosciente il mezzo televisivo con alcune delle sue tecniche più consolidate, mettendolo in gioco con dei segni definiti

Art · Humanities · Educational and Social Studies · Italian Fascism and Post-war Society · Italian Literature and Culture

  • Italian Film

    Open Access•Marcia Landy•Italian Film•2000

  • Pastiche

    Barbara Mennel, Ingeborg Hoesterey•German Studies Review•2003

  • After Fellini

    Antonio Vitti, Millicent Marcus•Italica•2004

Highly citedNo

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